L’ipercolesterolemia è una patologia diffusissima ed è insieme al fumo di sigaretta la prima causa di malattia aterosclerotica e di sviluppo di cardiopatia ischemica, ictus e arteriopatie periferiche (insieme al diabete). Non è una malattia univoca ma presenta quasi sempre una origine genetica che può essere monogenica (le più gravi) cioè legate ad un solo gene o poligenica cioè legata a più geni che insieme danno la patologia.
È una condizione che spesso si rivela già in età infantile e la diagnosi precoce è importantissima per limitare le conseguenze. La corretta alimentazione aiuta a ridurre il rischio ma non sempre è sufficiente. Per fortuna la terapia farmacologica ha fatto in questo campo passi da gigante per limitare i danni. E la valutazione ecocolordoppler delle arterie (in particolare dei tronchi sovraortici) permette di controllare lo stato effettivo della parete per facilitare il percorso verso una eventuale terapia.
Spesso però oltre al colesterolo sono alti anche i trigliceridi, un altro tipo di grassi del sangue. In questi casi la dieta è decisamente più importante per evitare i danni non solo della parete arteriosa ma anche del pancreas. E i farmaci correggono ciò che la sola dieta non ha potuto fare



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